Viaggio in Australia alla scoperta dell’Ayers Rock e delle leggende che lo avvolgono.

L’Ayers Rock, un monumento nel mezzo del deserto Australiano, che richiama migliaia di visitatori da tutto il mondo, con i suoi miti e le leggende che avvolgono il monolite di 6000 anni.

In arrivo da Alice Spring, unico vero centro abitato e punto di riferimento per tutto il Central Australia, proseguendo in direzione king Canyon, attraverso la pista aborigena Stuart Highway, in lontananza si scorge l’Ayers Rock, che si staglia all’orizzonte interrompendo l’infinita pianura desertica Australiana, che si contraddistingue per il colore rosso infuocato delle sue dune di sabbia e il colore blu terso del cielo.
Al tuo arrivo al Cultural center, vieni accolto dalla scritta nelle due lingue principali della popolazione locale il Yankunytjara e il Pitjantjatjara ‘Pukul Ngalya yanama Ananguku ngrakutu Pukualpa pitjama Ananguku ngurakutu’ scritta di benvenuto e di saluto che ti immerge nell’atmosfera dell’Uluru, in nome aborigeno dell’Ayers Rock.
Reperti archeologici dimostrano che queste aree erano abitate dall’uomo già 1.000 anni fa, mentre i primi europei sono arrivati nel deserto dell’Australia Centrale intorno al 1870 scoprendo i monti Kata Tjuta nel 1872 e Uluru nel 1873, dando ai primi il nome di Monte Olga, e alla seconda di Ayers Rock. 348 metri d’altezza, 3 chilometri di lunghezza, 2,5 chilometri di larghezza, con un perimetro di 9 chilometri, un blocco di arenaria di 600 milioni di anni , che si erge in su un territorio completamente pianeggiante, punta emersa di un iceberg i cui due terzi si trovano sotto la sabbia, queste sono le misure del più grande monolito della terra, anche se non è il picco più alto della zona.
A ovest di Uluru e più alte di oltre 180 metri, ci sono i monti Olgas, Kata Tjuta, il loro nome tradizionale che significa ‘molte teste’. L’Urulu, madre terra in lingua aborigena, ha un potere profondo che richiama centina di migliaia di visitatori e che l’hanno reso il luogo sacro per eccellenza degli aborigeni, considerato luogo sacro ‘dei sogni’. Secondo la credenza Aborigena, durante il tempo dei sogni, un tempo mitico ai primordi della creazione, della terra emersero gli essere ancestrali, per popolare e modellarne il paesaggio. Secondo questa credenza all’inizio questo monolite era una collina di sabbia dove dimoravano mitici animali, descritti nelle pitture rupestri che si trovano nelle grotte che sono alla sua base e solo al compimento della creazione assunse la forma attuale.

Altre leggende avvolgono il mistero di questo monolite, qualcuno asserisce che potrebbe essere un enorme meteorite caduto dal cielo, che racchiude un’energia cosmica particolare. E’ certo che questo monolite è meta di pellegrinaggio da parte di migliaia di visitatori che percorrono migliaia di chilometri per arrivare davanti a lui e per contemplarlo, ammirarlo e fotografare il mutare del suo colore, che cambia secondo la posizione del sole. Ayers Rock assume, infatti, colorazioni incredibili passando dal rosso, al viola, all’arancione scuro, ed è particolarmente affascinante e ammirato all’alba o la tramonto.

L’Ayers Rock è ancora considerato un luogo sacro per gli aborigeni e al tuo arrivo ancora prima di ascoltare dalle guide aborigene Anangu, la storia di questo splendido luogo, si ha la percezioni dell’energia che emana, che lo hanno reso un loro luogo sacro.

La comunità aborgena Anagunu è la proprietaria di queste terre che comprendono l’Uluru Katatjuta National Park e sono loro che organizzano le escursioni e che ti raccontano le sue caratteristiche e le storie che lo rendono un luogo magico

Nonostante gli aborigeni lo considerino un luogo sacro e che loro non si permetterebbero mai di salirvi a calpestarlo, in quanto rappresenta il tradizionale sentiero seguito dagli uomini Mala e perciò riveste grande valore spirituale e non vedono di buon occhio questo atto fatto dai turisti, non lo vietano.

Salire sulla sua cima e scalare il ripido sentiero, dotato di una corda di sicurezza, che ti conduce sulla sommità del monolite in circa un’ora, ti da l’impressione di contemplare qualcosa che appartiene all’inizio del mondo e ti fa sentire l’energia che avvolge questo luogo. Se invece si vuole evitare la salita e non calpestare questo luogo, come consigliano le guide locali, si può scegliere di percorrere la sua base e seguire i sentieri che vanno da 2  ai 10 chilometri se si decide di seguire tutto il suo perimetro. E’ possibile scoprire e visitare alla sua base le caverne, con le sue pitture rupestri fatte di strati su strati di vernice, che risalgono a migliaia di anni fa, oppure si può ammirare le Mutitjulu Watherhole, la pozza che per secoli ha abbeverato i locali ma anche gli animali.

Visitare L’Ayers Rock e al tramonto e ammirare i suoi colori è una esperienza indimenticabile chiamateci per avere un preventivo per visitare l’Australia .

Giovanni Frenda

Foto di Giovanni Frenda

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